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Gestione dei costi

Come calcolare il prezzo di vendita: formula

9 luglio 2026·6 min di lettura·Syntra Blog

Calcolare il prezzo giusto è la decisione più importante per la redditività. La formula esatta, markup vs margine e come inserire l'IVA — con esempi pratici.

Perché il prezzo giusto non è quello che sembra

La maggior parte delle piccole imprese e dei liberi professionisti fissa i prezzi in uno di questi modi: copiando la concorrenza, aggiungendo una percentuale "a occhio" al costo, o basandosi su quello che "sembra ragionevole". Nessuno di questi metodi garantisce la redditività.

Il prezzo di vendita corretto parte da un numero preciso: il costo reale del prodotto o servizio. Da lì si applica la formula giusta.

La formula base del prezzo di vendita

```

Prezzo di vendita = Costo totale ÷ (1 − Margine desiderato)

```

Oppure con il markup:

```

Prezzo di vendita = Costo totale × (1 + Markup)

```

La differenza tra margine e markup è il punto dove quasi tutti sbagliano — la spiego dopo. Prima vediamo come si compone il costo totale.

I 4 componenti del costo totale

1. Costo dei materiali (o della merce)

È il costo diretto di ciò che vendi: materie prime, ingredienti, merce acquistata per la rivendita. Importante: se non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti (regime forfettario, regime del margine, ecc.), l'IVA è un costo reale e va inclusa.

Esempio: compri tessuto a 12 € + IVA 22% = 14,64 € al metro. Se non detrai l'IVA, il tuo costo materia prima è 14,64 €/m, non 12 €.

2. Costo della manodopera

Il tuo tempo ha un valore. Definisci un costo orario realistico (considera stipendio equivalente, contributi, ferie) e moltiplicalo per il tempo impiegato per ogni unità prodotta.

3. Costi fissi ripartiti

Affitto, utenze, assicurazioni, commercialista, software, marketing — tutto va ripartito sulle unità prodotte o vendute nel mese.

```

Costi fissi mensili: 1.200 €

Unità prodotte al mese: 150

Quota costi fissi per unità: 8,00 €

```

4. Commissioni e spese di vendita

Se vendi su marketplace (Amazon, Etsy, ecc.) o tramite agenti, le commissioni entrano nel costo. Se spedisci, anche l'imballo e la spedizione se non li addebiti separatamente.

Markup vs margine: la differenza che cambia tutto

Questo è l'errore più frequente. I due calcoli sembrano simili ma danno risultati diversi.

MarkupMargine
Base di calcoloSul costoSul prezzo di vendita
FormulaPrezzo = Costo × (1 + x%)Prezzo = Costo ÷ (1 − x%)
Esempio con costo 10 €10 × 1,50 = 15 € (50% markup)10 ÷ 0,50 = 20 € (50% margine)

Se dici "voglio guadagnare il 50%" e usi il markup, il tuo margine reale è solo il 33%. Se usi la formula del margine, ottieni davvero il 50%.

Regola pratica: usa sempre la formula del margine (dividere per il complemento) per essere sicuro di guadagnare la percentuale che vuoi davvero.

Esempio completo: laboratorio di ceramica artigianale

Voce di costoImporto
Argilla + smalti (con IVA 22% non detraibile)3,20 €
Cottura (energia elettrica ripartita)1,80 €
Manodopera (45 min a 18 €/h)13,50 €
Quota costi fissi4,50 €
Imballaggio0,60 €
Costo totale23,60 €

Con un margine del 45%:

```

Prezzo di vendita = 23,60 ÷ (1 − 0,45) = 23,60 ÷ 0,55 = 42,91 €

```

Se vendi su Etsy con commissioni al ~9,5%:

```

Prezzo finale = 42,91 ÷ (1 − 0,095) = 47,41 €

```

Come inserire l'IVA nel prezzo di listino

Il prezzo di vendita calcolato sopra è imponibile (senza IVA). Per comunicare il prezzo al cliente finale (B2C), devi aggiungere l'IVA.

Aliquote IVA in Italia:

  • 22% — aliquota ordinaria (la maggior parte dei beni e servizi)
  • 10% — beni alimentari lavorati, servizi di ristorazione, alcuni servizi turistici
  • 5% — alcuni servizi sociali e sanitari
  • 4% — beni di prima necessità, libri, giornali
  • ```

    Prezzo al pubblico = Imponibile × (1 + aliquota IVA)

    Esempio: 42,91 × 1,22 = 52,35 € (IVA 22% inclusa)

    ```

    Nelle comunicazioni B2B (fatture a partita IVA) puoi indicare separatamente imponibile e IVA. Nelle comunicazioni B2C (consumatori finali) devi sempre indicare il prezzo IVA inclusa.

    Il prezzo di listino vs il prezzo di cessione

    Termini che causano confusione:

  • Prezzo di listino — il prezzo standard pubblicato (IVA inclusa per B2C, esclusa per B2B)
  • Prezzo di cessione — il prezzo effettivo di trasferimento, che può includere sconti sul listino, usato soprattutto nei rapporti con rivenditori e distributori
  • Prezzo netto — il prezzo senza IVA (= imponibile)
  • Prezzo lordo — il prezzo IVA inclusa
  • Se vendi a un rivenditore che applicherà un suo markup, il prezzo di cessione deve lasciare spazio al suo margine. Regola generale: il prezzo di cessione al rivenditore è il 40-50% del prezzo al pubblico (consigliato retail).

    Gli errori più frequenti

    1. Calcolare i costi senza IVA quando non si può detrarre

    In regime forfettario non si detrae l'IVA sugli acquisti. Il costo reale dei materiali include sempre l'IVA. Calcolarlo senza la porta a sottoprezzare.

    2. Dimenticare i costi fissi

    Il costo del commercialista, del software gestionale, del sito web — se non li includi nel prezzo, li stai pagando di tasca tua su ogni vendita.

    3. Non aggiornare i prezzi quando i fornitori aumentano

    Il tuo listino rispecchia i prezzi di acquisto di 6 mesi fa. Se i fornitori hanno aumentato i prezzi e non hai aggiornato, il tuo margine si è già ridotto senza che tu te ne sia accorto.

    4. Usare il markup quando pensi di usare il margine

    Come spiegato sopra: "guadagnare il 40%" con il markup porta a un margine reale del 28,6%. La differenza su un anno di fatturato è enorme.

    Come automatizzare il calcolo con le fatture reali

    Il problema pratico è che i prezzi dei fornitori cambiano e ricalcolare tutto a mano ogni volta è impraticabile. La soluzione più efficiente è partire direttamente dalle fatture di acquisto.

    Syntra legge la fattura del fornitore, estrae automaticamente i materiali con i prezzi unitari e l'IVA applicata, e li collega alla scheda costo di ogni prodotto. Quando un fornitore aumenta i prezzi sulla fattura successiva, il sistema aggiorna il costo e ti avvisa se il prezzo di vendita non copre più il margine desiderato.

    Questo elimina gli errori di trascrizione e garantisce che il listino rispecchi sempre i costi reali.

    📊 Syntra carica le fatture dei fornitori, estrae automaticamente prezzi e IVA e calcola il prezzo di vendita minimo per ogni prodotto.

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    Domande frequenti

    Come si calcola il prezzo di vendita con l'IVA inclusa?

    Calcola prima il prezzo imponibile (senza IVA) usando la formula: Prezzo = Costo ÷ (1 − margine desiderato). Poi aggiungi l'IVA: Prezzo al pubblico = Imponibile × (1 + aliquota IVA). Con IVA al 22%: se l'imponibile è 40 €, il prezzo al pubblico è 40 × 1,22 = 48,80 €.

    Qual è la differenza tra prezzo di listino e prezzo di cessione?

    Il prezzo di listino è il prezzo standard pubblicato. Il prezzo di cessione è il prezzo praticato a un rivenditore o distributore, normalmente inferiore al listino per consentirgli di applicare il proprio markup. Il prezzo di cessione tipico a un rivenditore è il 40-50% del prezzo consigliato al pubblico.

    In regime forfettario come calcolo il prezzo di vendita?

    In regime forfettario non si applica IVA sulle vendite (non la addebiti ai clienti) ma non si detrae nemmeno l'IVA sugli acquisti. Questo significa che l'IVA che paghi ai fornitori è un costo reale che va incluso nel costo dei materiali. Calcola il costo totale con IVA inclusa sugli acquisti, poi applica la formula del margine senza aggiungere IVA finale.

    Quanto margine devo applicare?

    Dipende dal settore. Orientamenti tipici in Italia: artigianato 40-60%, ristorazione 65-75% sul food cost, commercio al dettaglio 30-50%, servizi e consulenza 50-70%, edilizia e ristrutturazioni 30-45%. Il margine minimo deve coprire tutti i costi fissi e lasciare utile netto sufficiente. Se sei sotto il 25-30% di margine lordo nella produzione, difficilmente il business è sostenibile a lungo termine.